martedì 5 novembre 2013 redazione@isola24.it

Angelo Caringi replica a De Angelis su congresso Pd Isola del Liri: “La cosa vergognosa è che qualcuno si è rifiutato di far tesserare gente presente fisicamente”

“Basta falsità. Vorrei partire da questo incipit per replicare all’ On.Francesco De Angelis con le sue stesse parole. Lo stesso con un accorata difesa del suo Partito Democratico e delle vicende congressuali provinciali che lo stanno portando all’attenzione mediatica nazionale, quasi una “excusatio non petita…”, cerca di ridurre il tutto esclusivamente al mancato svolgimento del congresso di Isola del Liri  dove “dirigenti e consiglieri comunali dell’UDC”  avrebbero cercato di inficiare le votazioni con l’obiettivo di eleggere un proprio segretario che avrebbe poi sfiduciato il sindaco PD Luciano Duro.

L’On. Francesco De Angelis forse non conosce le vicende politico-amministrative di Isola del Liri e cerca di addossare all’UDC tutte le colpe del fallimento politico ed amministrativo del PD di Isola del Liri. Vorrei ricordare che non esiste un gruppo consiliare UDC in consiglio comunale e che nessuno dei militanti, dirigenti locali e provinciali, consiglieri comunali che hanno confermato, in questi giorni, la loro adesione all’UDC erano presenti al congresso del PD isolano ne hanno svolto alcuna attività per cercare di condizionarne il risultato. Che chi in passato anche recente abbia ricoperto ruoli anche importanti nell’UDC ed ora abbia deciso di aderire al PD non può essere un problema dell’UDC, semmai evidenzia che una vecchia classe politica locale, cui purtroppo si sta adeguando anche chi si definisce “giovane democratico”, è refrattaria alla nascita di un grande partito di massa come il Partito Democratico si prefigge di essere, ma che si rifugia sempre nella logica di ritenersi legittimato ad esprimere una certa superiorità legata ad una militanza ed ad una vecchia idea di partito che ormai i fatti ed i cittadini hanno superato.

La cosa vergognosa, ad Isola del Liri, è che qualcuno si è rifiutato di far tesserare tanta gente che si era presentata lì fisicamente, pretendendo di dover esprimere a priori un giudizio etico e morale sulle motivazioni e sulla provenienza politica di quella gente. Io non ho mai creduto nel progetto politico del Partito Democratico, ma credo che le motivazioni del suo fallimento siano proprio negli atteggiamenti che quei dirigenti locali e lo stesso On. De Angelis stiano prendendo in questi giorni.

Incredibile poi che l’On. De Angelis faccia propria la preoccupazione di un tentativo di sfiducia dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco PD Luciano Duro. A proposito di etica e di moralità nessuno, tantomeno l’On. De Angelis, si e’ mai preoccupato di censurare un sindaco che appena un anno dopo la sua elezione ha “ribaltato” la sua maggioranza, cacciando chi lo aveva sostenuto, ed alleandosi con i suoi avversari tra cui quattro eletti nella lista avversaria che faceva riferimento alla PDL.

Come a dire, caro On. De Angelis, c’e’ morale e morale, ci sono falsità e falsità. Si guardi dentro però, le colpe non sono dell’UDC”.

ANGELO CARINGI
Coordinatore UDC Isola del Liri.
Capogruppo di opposizione – Lista civica “Patto con la città…”
Membro del direttivo provinciale UDC

DI SEGUITO IL COMUNICATO STAMPA DIFFUSO DALL’ON. FRANCESCO DE ANGELIS

Al segretario nazionale del PD Guglielmo Epifani
Al Presidente della Commissione di Garanzia Nazionale per il congresso
e a tutti i membri della Commissione
Al segretario regionale del PD LAZIO Enrico Gasbarra
Al Presidente della Commissione per il Congresso PD Lazio
a tutti i membri della commissione
Al Presidente della Commissione Congr. di Frosinone Roberto Morassut

p.c. Al candidato a segretario nazionale Matteo Renzi
p.c. Al candidato a segretario nazionale Gianni Cuperlo
p.c. Al candidato a segretario nazionale Gianni Pittella
p.c. Al candidato a segretario nazionale Pippo Civati

Oggetto: precisazioni in merito allo svolgimento del congresso provinciale PD di Frosinone

Apprendo con molto stupore anche da articoli riportati da quotidiani nazionali che si parla di un “caso Frosinone” in merito al congresso del PD. Non so cosa stia accadendo in altre parti d’Italia, quello che posso assicurare è che la fotografia riportata della nostra provincia non corrisponde alla realtà.

Qui a Frosinone è tutto nella norma: un trend del tesseramento normale ed uno svolgimento regolare del congresso, tant’è che non risultano contestazioni dei garanti e dei segretari di circoli eletti dai verbali dei congressi fino ad oggi svolti.

Qui si sta solo arrecando un forte danno d’immagine al Partito senza alcuna giustificazione e motivazione ma solo con dichiarazioni generiche e fumose da parte dei candidati che non stanno ottenendo il consenso da loro sperato.

I numeri, che sono freddi e neutri, parlano chiaro: nell’ultimo congresso 2010 gli iscritti totali furono 5.407: ad oggi, con il 50% dei congressi di circolo svolti, siamo a 2700, dunque con una proiezione che ci assesta in linea al precedente congresso provinciale, quando vi era un candidato unitario ed il tesseramento bloccato. Non esiste alcuna impennata del tesseramento, come si evince dalla tabella allegata, con i voti espressi nei singoli circoli.

Non c’è un caso, dicasi uno, dove vi è un’impennata del tesseramento. Gli iscritti sono tutti proporzionali ai dati precedenti, alla dimensione demografica dei comuni ed ai voti ottenuti dal PD in quei comuni. Allora mi chiedo e ti chiedo: di che cosa stiamo parlando? Sono tutte invenzioni!

Non esistono file di immigrati: nel complesso gli extracomunitari che hanno partecipato al voto non arrivano a dieci. Otto extracomunitari rappresentano forse una fila interminabile? Se è cosi, è il caso di rivedere la matematica.

Veniamo anche nel merito. Si prende ad esempio Roccasecca come caso anomalo. Da come viene raccontata il sindaco di quel comune, Giovanni Giorgio, medico e persona stimata nel suo paese e nell’intera provincia, sembra estraneo al PD: invece è un Sindaco del Partito Democratico ed un consigliere provinciale del Partito Democratico. Delle tante battaglie del segretario uscente non ricordo nulla se non la sua candidatura nelle liste dell’IDV contro il Sindaco Giorgio, candidato e sostenuto dal Partito Democratico di Roccasecca. Questi sono i fatti.

C’è un solo caso in tutta la provincia che ha visto la sospensione del congresso di circolo: Isola del Liri, dove dirigenti e consiglieri comunali dell’UDC, sostenuti proprio da alcuni dei candidati che oggi gridano allo scandalo e che si ritirano, volevano prendere parte al voto, per inficiare le votazioni con l’obiettivo di eleggere un proprio segretario che il giorno dopo avrebbe dovuto sfiduciare l’amministrazione comunale isolana, oggi guidata dal sindaco del PD Luciano Duro.

Anche qui mi chiedo e ti chiedo: può il leader dell’opposizione, iscritto all’UDC, possono dirigenti provinciali e comunali dell’UDC, organizzare truppe e votare al congresso del PD? Noi riteniamo di no ed è per questo che il Sindaco Duro, giustamente, ha proposto all’assemblea e al garante di sospendere il congresso: una giusta e sacrosanta sospensione. E’ questo l’unico caso, che però, grazie alla nostra battaglia ed alla nostra fermezza, non si è potuto consumare.

Questa è la realtà, oggi inspiegabilmente travisata. Dove sono i numeri che giustificano tutto questo clamore? Un tesseramento in linea con gli anni precedenti ed otto extracomunitari, con permesso di soggiorno e residenza, che partecipano al voto su una platea di quasi tremila votanti?

Ritengo pertanto doverosa questa precisazione e vi prego di non credere a me, ma alla tabella riepilogativa aggiornata alla data del 31 Ottobre che allego: quella è chiarissima e non mente. Per questo dobbiamo interrogarci: quale disegno si nasconde dietro queste illazioni prive di qualsiasi fondamento che rischiano di minare la credibilità del nostro Partito e di umiliare e mortificare il lavoro, la passione ed il sacrificio di tanti iscritti e militanti?

Vi invito pertanto ad assumere tutte le iniziative necessarie a fare chiarezza e a ristabilire la verità su un “Caso Frosinone” che non ha ragione di esistere ma è frutto solo delle menzogne di chi, non raccogliendo consensi, cerca di delegittimare un risultato a loro non favorevole.

On. Francesco De Angelis

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