Assunta Paesano, la “nonna di Isola del Liri”, oggi compie 106 anni

Questo quanto riportato oggi dal quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, in un articolo a firma di Giulia Abbruzzese.

“Un vestito fantasia, una collana di perle e un giacchino nero. Lo chignon di capelli bianchi e una lacrima quando riceve un bouquet di fiori dalla fidanzata di un pronipote davanti a un ricco buffet nella splendida cornice delle cascate di Isola del Liri.

nonna

Assunta Paesano, classe 1909, ha salutato, con quello di oggi, 106 solstizi d’estate. E la sua vita ha numeri da capogiro: 7 figli (Ernesta di 80 anni, Giulio di 78, Romolo di 76, Maria Pia di 73, Lidia di 71, Franco di 69 e Amerina di 67), 17 nipoti (di cui due scomparsi), 25 pronipoti. Un marito, Arcangelo Notarantonio, a cui ha giurato amore davanti a Dio nel 1933, che le ha detto addio 21 anni fa. Ma lei, nonna Assunta, non si è mai persa d’animo. Ha lavorato in casa e nei campi per portare avanti una famiglia numerosa e che in parte si è trasferita in America, dove attualmente vivono 5 dei suoi figli e dove anche lei è stata per quattro anni.

Oggi, 21 giugno 2016, la signora Paesano soffierà su 106 candeline in una grande festa organizzata per lei nella sala parrocchiale della chiesa dell’Immacolata in zona Selva. Intanto, ieri mattina è stato il Comune di Isola del Liri, nella persona del sindaco Vincenzo Quadrini, a tributarle i dovuti omaggi tra i parenti di tutte le età. Assunta, però, nonostante le fatiche degli anni e una malattia che qualche anno fa le portò via una mano, è ancora lucidissima: nella sua casa di via Vado Palanca, in cui vive assistita dal nipote e dai due figli che sono rimasti in Ciociaria, passa le sue giornate in tranquillità. Ricorda a memoria il numero di telefono dei suoi figli, perfino di quello che vive in America. Ama guardare la televisione, in particolar modo segue il telegiornale e i documentari, a tavola non disdegna un buon bicchiere di vino o di birra e, per partecipare alla sua festa di compleanno, ha voluto scegliere personalmente l’abito da indossare. Il sindaco non ha dubbi: «Sono sicuro che il prossimo anno saremo ancora qui a festeggiarla».”

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