14 novembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Domenica 24 Novembre: convegno “La Relazione delle Differenze Comunicazione – Consapevolezza – Educazione – Protezione”

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, domenica 24 novembre 2013 alle ore 16,30 presso “AQVALIRI” Via Valcatoio , 5 – Isola del Liri, si terrà il convegno “La Relazione delle Differenze Comunicazione – Consapevolezza – Educazione – Protezione” organizzato dalla Associazione SOS Donna.

Interverranno:

  • Dott. Maurizio Loreto Ottaviani – Presidente CdA AIPES
  • Prof.ssa Fiorenza Taricone
  • Dott.ssa Angela Mancini – Vice Sindaco Isola del Liri e Ass.re alla Cultura
  • Dott.ssa Roberta Tarsitano
  • Dott. Narciso Mostarda – ASL Medico Psichiatra
  • Avv. Riccardo Lutrario – Vicepresidente SOS DONNA Sora
  • On. Daniela Bianchi – Consigliere Regionale del Lazio
  • Dott.ssa Patrizia Danella – Consigliere comunale di Pontecorvo già consigliere provinciale con delega alle pari opportunità

La violenza sulle donne è una ferita insopportabile nel nostro vivere civile. Le linee guida della discussione tra gli esperti presenti volgeranno non solo alla lettura del fenomeno, ma a proporre strumenti efficaci di prevenzione.

Parliamo di un fenomeno in crescita e solo in parte conosciuto a causa del sommerso. Un fenomeno sul quale è necessaria la giusta sensibilizzazione a livello sociale, attraverso la creazione di una rete che abbracci non solo le istituzioni, ma tutti i soggetti a partire dalle scuole e dalle associazioni di settore, nonché gli operatori sanitari e le forze dell’ordine. Questa è la direzione verso la quale stiamo lavorando, per mettere in campo azioni che prevengano e contrastino concretamente il fenomeno.

L’obiettivo di questa azione di rete è quello di creare un sistema che potenzi e valorizzi le risorse locali esistenti in modo tale da evitare sovrapposizioni di competenze, poteri, azioni, che consenta ai diversi attori sociali appartenenti allo stesso settore o a settori diversi di potersi relazionare tra di loro in maniera immediata, veloce ed efficace e che faciliti la definizione di procedure di lavoro condivise.

Ci auguriamo che l’adesione dell’Italia alla convenzione di Istanbul, ratificata dall’unione Europea e fiore all’occhiello del nostro governo e la legge in discussione in questi giorni “ siano solo il primo passo verso l’attuazione poi ai fini pratici delle direttive della convenzione e non un punto di arrivo, per far sì che le normative non restino semplice esercizio di stile di cui vantarsi ma che siano attuate nella pratica, poiché fra gli obbiettivi della normativa c’è l’individuazione di una strategia condivisa per il contrasto della violenza sulle donne, ma anche (soprattutto) la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la perseguibilità penale degli aggressori.”

Assolutamente necessario il riconoscimento degli elementi di pericolo, per una giusta prevenzione: dalle diverse forme di comunicazione a cogliere i segnali dall’inizio degli eventi violenti, considerando che dati alla mano, molti casi che si elevano agli onori della cronaca nera sono figli di denunce e violenze pregresse quasi mai valutate nella giusta dimensione di allarme.

Non saranno sottovalutati gli aspetti storico-culturali dei ruoli uomo-donna, ragioni culturali che hanno da sempre e soprattutto nel nostro territorio un ruolo maschile prevaricante e che scatenano la violenza quando la donna nel suo sacrosanto diritto all’autodeterminazione si scontra con chi culturalmente ha sempre pensato di disporre della sua vita.

Sarà posto poi un accento particolare sul coinvolgimento educativo e di supporto in ambito scolastico, dove si formano i nuovi cittadini e su cui occorre con urgenza lavorare per plasmare esempi culturali che non facciano differenza tra i sessi…aprire una riflessione su questa tessitura del proprio sé di donna e uomo come lavoro quotidiano. L’immagine di sé futuro, il confronto con esperienze, vissuti e relazioni del presente è il lavoro di crescita che dovrebbe avvenire soprattutto nei luoghi educativi. La scuola dovrebbe perseguire gli obbiettivi di educazione a una cittadinanza di genere e di promozione di una cultura non discriminante. Il tema delle differenze e della differenza di genere costituisce un nodo cruciale per una scuola di qualità e per l’orientamento in età adulta dei giovani.

Naturalmente il tutto con la finalità della realizzazione di un piano integrato che affronti il problema nella sua complessità coinvolgendo appunto tutti i settori e i gruppi che vengono a contatto con la donna potenzialmente vittima, quali istituzioni, enti locali, famiglie e datori di lavoro dei soggetti interessati.

ASSOCIAZIONE SOS DONNA

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