Domenico Vitale: “Le considerazioni entusiaste della Vice Sindachessa di Isola del Liri Angela Mancini sulle esternazioni di Papa Francesco lasciano il tempo che trovano”

Voglio ricordare alla IGNORANTE (dal verbo ignorare) signora Mancini che la posizione della Chiesa sull’omosessualità è stata sempre questa. Potrebbe andarsi a rileggere i dieci punti che la Congregazione della Dottrina della fede presieduta dall’allora cardinale Ratzingher scrive ai Vescovi sulla omosessualità nel 1986 e accorgersi che Papa Francesco non ha detto nulla di nuovo.

Voglio ricordarle alcune cosette:

“La Chiesa … celebra nel sacramento del matrimonio il disegno divino dell’unione amorosa e donatrice di vita dell’uomo e della donna.” Il piano di Dio per noi è quello di partecipare al mistero del maschile e del femminile, percorrere la distanza tra i sessi e unirsi. L’omosessualità usa il sesso per qualcosa di diverso da ciò che il Creatore ha inteso. La natura dei nostri corpi non richiede complicati dati scientifici per dimostrare l’ovvio fatto che i nostri corpi non sono fatti per l’unione di persone dello stesso sesso. La Chiesa sta dicendo che neanche i nostri cuori lo sono e quindi non è buono per noi o per la nostra felicità e crescita a lungo termine. Dio ci ha creati fisicamente ed emotivamente per “l’unione complementare” e la procreazione. La Chiesa non mette un’etichetta su nessuno. Dire che qualcuno è “gay” o “lesbica” o un “omosessuale” è definire una persona nella sua interezza mediante un solo aspetto. Questo può paralizzare l’identità di una persona e bloccarne l’ulteriore crescita emotiva. Questo è proprio il tipo di etichettatura che genera il pregiudizio e la discriminazione. La Chiesa si oppone a ogni comportamento che definisce immorale, ma insegna sempre il sostegno ed il rispetto per la persona. Etichettare qualcuno significa limitarlo e mancargli di rispetto. “… la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.” La Chiesa rifiuta di considerare la persona puramente come un «eterosessuale» o un «omosessuale» e sottolinea che ognuno ha la stessa identità fondamentale: essere creatura e, per grazia, figlio di Dio, erede della vita eterna.” Alcune persone disprezzano coloro che lottano contro le attrazioni omosessuali. La Chiesa condanna ogni espressione di questo atteggiamento, per esempio: barzellette contro gay o lesbiche, attacco verbale e fisico, l’esclusione sociale, il rifiuto di amici o familiari, l’evitare il tema dell’omosessualità e così via. Questo comportamento è decisamente sbagliato. E’ ciò che la Chiesa chiama “peccato contro la carità.” Le persone che lottano con pulsioni omosessuali devono affrontare numerose sfide. Hanno bisogno di amore e d’incoraggiamento, non maltrattamenti. “… oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all’interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali.”

Uno dei più difficili compiti della Chiesa è quello di dire la verità con amore e fronteggiare le idee ed i comportamenti auto-distruttivi di ogni società e spesso quelle società fanno opposizione. Il nostro “vero amore” cristiano insiste sul fatto che Dio ha in mente per noi più di quanto l’attività omosessuale potrà mai offrire. La nostra antica tradizione giudaico-cristiana sta subendo un forte attacco soprattutto in America. Ogni giovane cattolico si può aspettare di sentire queste pressioni – alcune anche da dissidenti all’interno della Chiesa, alcune da parte di insegnanti o consulenti, altrimenti rispettati. Se affermi apertamente la dottrina della Chiesa e chiedi ad un tuo amico di mettere in discussione il percorso “gay-positivo”, è molto probabile che tu venga etichettato come “omofobo”. Ci vuole coraggio per dire una verità impopolare, ma è un atto di vero amore. Riafferma il tuo amore al tuo amico e non cedere.

Questo è l’atteggiamento ufficiale della Chiesa sull’omosessualità: lo è sempre stato e lo sarà sempre con qualsiasi Papa, Cardinale o Vescovo. Atteggiamenti inneggianti ad una presunta svolta della Chiesa sul problema denotano superficialità, ignoranza e soprattutto protervia. Bisognerebbe cominciare ad occuparsi delle cose della Chiesa prima di cimentarsi in discorsi teologici di cui è difficile esserne all’altezza.

Domenico Vitale

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