sabato 20 febbraio 2016

L’amarezza di Luciano Duro: «Questa non è la nostra Isola del Liri, non ci appartiene»

L’ex sindaco di Isola del Liri, Luciano Duro, ha scritto ieri un lungo post critico sul suo profilo Facebook riguardante la cosiddetta “Movida isolana”. Lo riportiamo fedelmente di seguito.

«Quando nel 1994, sindaco Bruno Magliocchetti, L’Amministrazione Comunale, La Pro Loco e l’ Associazione Commercianti progettarono insieme “Isola del Liri Salotto della Ciociaria” la nostra città divenne in pochi mesi il modello culturale e dell’intrattenimento dell’intera Provincia. Manifestazioni consolidate ed eventi prestigiosi resero Isola meta di tanti visitatori che giungevano da ogni parte d’Italia: Il “Liri Blues”, “Suoni dal Mondo”, Il Festival Bandistico”, Le festività del SS Crocifisso, “La Città dei Ragazzi”,il “Festival dei Poeti”, il “Liri Festival”, Il gemellaggio con New Orleans, il gospel nelle chiese ed interventi davvero unici nella loro originalità come il concerto sul fiume di Angelo Branduardi, spettacoli di danza di grande suggestione e professionalità nelle fabbriche dismesse, Rassegne di Teatro di figura per i piccoli e concerti di grande musica con il festival “Old & New Wave”. Indubbiamente c’era allora una disponibilità economica maggiore ed una partecipazione di commercianti e semplici cittadini, ma i soldi si sapevano spendere bene.

Era un Isola della quale andavamo orgogliosi, d’estate e d’inverno sempre affollata di visitatori che giungevano con l’intera famiglia e spendevano nei bar, nei ristoranti e nei negozi. C’era un benefico flusso economico, la gioia di stare insieme, fruire delle manifestazioni, sempre di grande qualità e si potevano affidare i bambini al trenino che circolava, allegro, all’interno del centro storico o lasciarli in piazza XX Settembre ad assistere, sorvegliati da ragazze, alle animazioni di giocolieri e burattinai.

Oggi non è più così, il caos e l’abuso sistematico di alcool a buon mercato, l’uso di droghe più o meno leggere, fanno di Isola del Liri la tana di tanti ragazzini che su di giri si impadroniscono del centro della città, ne diventano i padroni e distruggono, minacciano, insultano, si picchiano e fanno i loro bisogni corporali dove capita. Tutto questo hanno la faccia tosta di chiamarla impropriamente “Movida”. Vengono dai centri vicini, lontani da chi li conosce, hanno poco da spendere, spesso si forniscono per risparmiare dai supermercati il pomeriggio e consumano la sera nei vicoli. Non c’è un risvolto economico, poiché a beneficiarne sono solo quei pochi bar del centro. Ed allora i tavoli per affrontare e risolvere il problema servono solo a dare l’impressione di fare ma non portano a nulla poiché la polizia ha un vasto territorio da controllare con pochi mezzi a disposizione ed un organico ridotto, i carabinieri che pure sono intervenuti spesso, non possono sempre sopperire a competenze che spetterebbero ai vigli urbani.

E’ vero, si potrebbero aumentare le telecamere, ma quelle sono fisse, non scrutano nei vicoli bui e nei cantieri da completare, ma perchè si permette di entrare nel centro e parcheggiare dove si vuole e come si vuole se sono stati fatti investimenti per evitare il parcheggio selvaggio? Ci vorrebbero invece risorse certe per permettere a vigili un orario che vada oltre il dovuto e sorvegliare che si rispettino le leggi e le ordinanze. Controllare l’orario di chiusura dei locali, che non si somministri alcool ai minorenni, che non si dia da bere in vetro, che si fermino coloro che pretendono di fare discoteca all’aperto sui marciapiedi, verificare che lo spazio pubblico venga pagato e non si sconfini ostruendo anche gli scivoli per i portatori di handicap.

Controllare i decibel per coloro che vogliono proporre musica dal vivo senza averne i requisiti essenziali, sanzionare pesantemente per schiamazzi notturni, così i genitori che non si preoccupano dei loro figli pagheranno multe salate. Questo si deve fare se si ha coraggio e ricominciare da zero, sorveglianza, alzare l’offerta culturale e dell’intrattenimento se si vuole rilanciare l’economia della città, riportare i veri visitatori e rilanciare il turismo. Essere inflessibile su chi trasgredisce, così fanno in tutti i paesi civili che abbiano la consapevolezza del governo di una città. Questa non è la nostra Isola, non ci appartiene».

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