mercoledì 27 marzo 2013

Le Giornate del FAI: un nuovo inizio per la “Piccola Manchester” (di Gabriele Olini)

Occorre ringraziare il FAI, i volontari che hanno fatto da guida, i proprietari dei siti aperti, il Comune di Isola del Liri per un’occasione unica: lo svelamento di uno scrigno fatto di memoria e bellezza nascosta. La piccola Manchester. Era un’aspirazione che risaliva a qualche decennio fa, quando con Italia Nostra iniziammo la valorizzazione e la tutela dei tanti beni culturali e dell’archeologia industriale.

La risposta dei visitatori del 23 e 24 marzo ha dimostrato oltre ogni dubbio che non si trattava di un obiettivo snob e di nicchia, ma di un’esigenza sentita e che interessa molti. Dimostra anche che la cultura può perfino dare da mangiare, perché c’è una domanda solvibile, che se trova un’offerta avveduta ed organizzata, può sviluppare un turismo di qualità non episodico.

Occorre dare continuità alle Giornate di Primavera. Lo si può fare attraverso la collaborazione e l’interazione tra l’Amministrazione, i privati, i proprietari stessi ed anche le associazioni culturali. I siti che abbiamo visitato non hanno soltanto un valore culturale, ma potrebbero avere, ed in altri contesti avrebbero già avuto, un utilizzo economico, naturalmente del tutto sostenibile e non sconvolgente.

Si tratta di valorizzare le risorse disponibili entro un’offerta turistica flessibile ed innovativa (hotel de charme, albergo diffuso, turismo congressuale e per la formazione, visite guidate, tematiche e non, volte al turismo scolastico e non) , che risponde ad una domanda sempre più informata, attenta ed intelligente. E’ uno sforzo di coordinamento e collaborazione che viene richiesto, non un progetto dirigistico, che assorbe risorse finanziarie che non ci sono. Uno sforzo di interazione che dovrebbe avere una dimensione di distretto, coinvolgente altre risorse turistiche esistenti e che si potrebbero sviluppare.

E, consapevoli che non si può vincere da soli, guarda ovviamente ai comuni vicini che hanno anch’essi un patrimonio diffuso ed importante di beni culturali ed ambientali. Si tratta di opportunità occupazionali importanti, in qualsiasi momento, ma soprattutto oggi. A vantaggio soprattutto di giovani e di donne. Non si può non ricordare, infine, che in tanti casi, in tante città dal glorioso passato industriale, proprio la rivisitazione e la rilettura del proprio patrimonio hanno costituito la scintilla che ha permesso di superare il declino e ritrovare una spinta innovativa verso un nuovo futuro.

Gabriele Olini

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