martedì 2 ottobre 2012

PAOLO SARDELLITTI: “Consiglio Comunale e numero legale. Un errore grossolano della minoranza che non conosce il regolamento”

Mentre stavo seguendo la diatriba tra i consiglieri di Minoranza e la segretaria comunale di Isola del Liri da un’analisi accorta della normativa nazionale e locale e della giurisprudenza mi sono reso conto come la minoranza consiliare di Patto con la città abbia ancora una volta torto sul punto del numero legale e usi strumentalmente il dlgs 267/2000.

Infatti, come noto, il legislatore statale (art. 38, co. 2 del T.U.E.L. n. 267/2000) ha demandato alla fonte regolamentare, nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, il funzionamento dei consigli e, segnatamente, la determinazione del numero legale per la validità delle sedute, con il limite che detto numero non può, in ogni caso, essere inferiore al “terzo dei consiglieri assegnati per legge all’ente, senza computare a tal fine il sindaco. Tuttavia, il computo o no del sindaco nel numero legale è un falso problema sia in quanto il parere del 2007 citato dalla segretaria comunale è conferente al caso di specie e fa rientrare il sindaco nel numero legale dei consiglieri presenti, sia perché il parere citato dalla minoranza cita un comune con un regolamento del consiglio che prevede un diverso numero legale a seconda degli atti che si vanno a deliberare e sia perché il nostro regolamento comunale risolve il tutto da una sua semplice lettura e non può certamente essere posto in contrasto nemmeno con ultima giurisprudenza del tar lombardia a favore di quanto affermato dalla minoranza.

Sicché, vale quanto stabilito dal regolamento comunale sul funzionamento del consiglio comunale , all’art. 23 che riporto, secondo cui Il Consiglio non può deliberare se non interviene la metà più uno dei Consiglieri. Il Presidente può disporre che l’appello venga ripetuto sino alla constatazione della presenza dei Consiglieri nel numero legale. Tuttavia, trascorsa un’ora da quella fissata nell’avviso di convocazione, ove eseguito l’appello sia constatata la mancanza del numero dei Consiglieri necessario per poter validamente deliberare, il Presidente fa registrare a verbale i presenti e dichiara deserta l’adunanza. Dopo che dall’appello effettuato all’inizio dell’adunanza è stata accertata la presenza dei Consiglieri nel numero prescritto per la legalità della riunione, si presume la loro permanenza in Aula per tutta la riunione. Qualora lo richiedano almeno tre Consiglieri mediante dichiarazione inserita a verbale, il Presidente è tenuto a verificare la sussistenza del numero legale. I Consiglieri che hanno proposto la richiesta di verifica del numero legale sono automaticamente computati nel numero dei presenti.Ove il Presidente verifichi la mancanza del numero legale, sospende la seduta per un massimo di trenta minuti, dopo di che dispone che venga rinnovato l’appello dei Consiglieri. In caso di mancanza del numero legale, la seduta viene dichiarata deserta. In ogni caso, i Consiglieri presenti hanno diritto di ottenere l’attestato di partecipazione alla seduta e la relativa indennità.

Da una lettura del testo, quindi, è facile capire come nelle sedute dei giorni 20 e 29 settembre 2012 il numero legale era sempre presente anche senza considerare l’uscita della minoranza, tra cui rientrava il dimissionario Caringi che senza le dimissioni sarebbe dovuto restare in aula, in quanto il numero legale si presume esserci per tutta la riunione una volta ottenuto all’inizio della seduta e comunque presente quando tre consiglieri lo richiedano tanto che questi sono considerati presenti.

Paolo Sardellitti – Presidente Club della Libertà di Isola del Liri

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