Incendio San Sebastiano: scintille Vitale-Mancini. Ma il problema Parco c’è e va risolto

L’incendio sviluppatosi sulla collina di San Sebastiano lo scorso 14 Agosto continua a far discutere. Qualche giorno fa Domenico Vitale, Presidente del Movimento Popolare Per Isola, ha esternato pubblicamente le sue impressioni sull’accaduto, focalizzando l’attenzione sull’origine delle fiamme: “Dai primi sopralluoghi compiuti dai Vigili del Fuoco e dai Vigili Urbani sembra che i focolai d’incendio sono partiti dal parco fluviale e cioè dalla strada pedonale che dal Valcatoio conduce a S. Domenico […]”.

La zona menzionata da Vitale è da tempo abbandonata a se stessa. Il progetto del parco fluviale nacque in modo solenne, sotto le insegne del nuovo millennio. L’idea era stupenda: una grande struttura per consentire a Isolani, Sorani e non solo la fruizione pressoché totale del Liri, principale patrimonio del territorio, attraverso piste ciclabili, aree di sosta e spazi per il jogging. Purtroppo, però, non fu mai completata.

Da qui la tesi dell’incuria del parco come causa della vastità dell’incendio: “Se fosse stata operata la ordinaria manutenzione della stradina che attraversa il Parco Fluviale – ha affermato Vitale – l’incendio si sarebbe potuto spegnere prima o addirittura si sarebbe estinto da solo senza l’intervento di Vigili del Fuoco e di addetti alla Protezione Civile e se le bocchette antincendio fossero state operative l’opera dei Vigili del Fuoco sarebbe stata agevolata e i danni sarebbero stati limitati”.

Puntuale è arrivata la replica del vicesindaco Angela Mancini, che dopo aver ribadito il suo grazie “a tutti coloro che hanno operato (Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Corpo Forestale e volontari ndr) con grande professionalità, generosità, impegno e dedizione” per la delimitazione ed il successivo spegnimento dell’incendio, ha esposto il suo punto di vista sulla propagazione delle fiamme: “[…] l’incendio è stato di natura dolosa; non a caso è stato appiccato alle ore 13.30 quando le temperature sono al massimo e vi è un flusso di aria ascensionale. Il rogo, inoltre – ha continuato il vicesindaco – è stato innescato dal basso verso l’alto perché solo in quel modo si sarebbe potuto propagare più rapidamente. Determinante è stato l’intervento dell’elicottero della Regione Lazio per raggiungere alcuni tratti, non certo di macchia mediterranea, come affermato da Vitale, ma di rovi, sterpaglie e uliveti privati abbandonati. Le limitrofe aree boschive sono state appena lambite dall’incendio tanto che la via Remorici (pista ciclabile) è stata utilizzata per portare gli interventi nella parte bassa dell’incendio”.

Terminata l’analisi “tecnica”, Mancini ha spostato il tiro sulla questione parco sollevata dal Presidente del Movimento Per Isola. In particolare, il vicesindaco isolano ha chiesto di sapere “se il sistema antincendio previsto nel progetto del parco fluviale, mentre Vitale era vice sindaco, sia stato mai collaudato e se allora ne sia stata verificata la funzionalità”. Stando alle informazioni in suo possesso, difatti, “l’impianto non è stato mai completato” e “le manichette presenti sul tracciato non sono funzionanti poiché non collegate al sistema di adduzione delle acque e dunque non utili in funzione antincendio”.

A parte le comprensibili schermaglie di carattere politico, le esternazioni di Mancini e Vitale offrono due interessanti spunti di riflessione: il primo, dedicato al resoconto dell’incendio ed utile soprattutto a chi non era presente sul posto il 14 agosto. Il secondo, forse ancora più importante, rappresentato dalla persistenza di un problema da affrontare e risolvere nei Comuni di Sora e Isola del Liri: quello del Parco Fluviale. Un’opera da completare INSIEME e regalare finalmente al territorio.

Lorenzo Mascolo – Isola24

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