lunedì 27 Agosto 2012

Luciano Duro ricorda Andrea Fosco

Lo volgio ricordare così Andrea quando da piccolo, non di rado, frequentava la mia casa. Giocava con Luigi, mio figlio, col quale andava a scuola, poi da adolescente com il suo sguardo da adulto e la passione irrefrenebile per la musica, il suo diventare uomo e crescere artisticamente fino a coronare il grande sogno, un disco inciso a New York ed il successo internazionale a portata di mano. Lo avevo incontrato giorni fa, aspettavo che mi portasse il suo disco, quello americano al quale teneva molto e voleva che lo ascoltassi.

Vi prego, voi che siete stati suoi amici ed avete suonato con lui, portatemi quel disco, voglio ascoltarlo, scrivete sulla copertina qualcosa di lui. Io lo conserverò tra le mie cose più preziose.

In questo momento la vita ci appare ingiusta, crudele e insopportabile, sogni e proggetti infranti, le nostre certezze vacillano, sentiamo un grande vuoto dentro e ci chiediamo: perchè, c’è forse una spiegazione a tutto questo? A noi comuni mortali non è dato conoscere e le parole risuonano senza senso.

Non sono venuto
come un villeggiante
e non mi sarebbe costato fatica
restare più a lungo
ma vi prego
non seppellite il mio ricordo
sotto una fredda pietra
perché io sono venuto
e voglio restare.