26 Gennaio 2012

Per Giulia, piece della Maraini dedicata agli studenti vittime del sisma dell’Aquila, il 27 marzo a Dublino

La piece teatrale Per Giulia di Dacia Maraini arriva in Irlanda. Grazie alla collaborazione con Teresa Borza Di Nardo, presidente del club italiano irlandese, lo spettacolo teatrale scritto dalla Maraini in memoria di Giulia Carnevale, la studentessa arpinate morta nel terremoto dell’Aquila due anni fa, verrà rappresentato il 27 marzo alle ore 19 nel Trinity College University di Dublino. Dopo l’esordio lo scorso 11 agosto a Gioia Vecchio in Abruzzo all’XI Festival Nazionale del Teatro e gli spettacoli a Isola del Liri e Avezzano, è la prima volta in assoluto che la piece viene rappresentata all’estero. Forse non l’ultima perché ci sono dei contatti anche con San Pietroburgo, in Russia, dove “Per Giulia” potrebbe avere una data in tarda estate. La piece è un dialogo a più voci che trae spunto dal diario della studentessa arpinate. “Lo scopo è di mantenere viva la memoria di Giulia, simbolo di tutti gli studenti deceduti, e riaffermare come sia inconcepibile ospitare studenti universitari in alloggi non sicuri”, spiega la Maraini.  “E’ dedicata agli studenti vittime del terremoto dell’Aquila, per riflettere su ciò che si è fatto sulla sicurezza e quello che si poteva fare, perché la cultura non è solo divertimento ma anche impegno”, aggiunge la nota scrittrice. Che il 27 marzo parteciperà ad un dibattito, prima dello spettacolo, al Trinity College di Dublino. Sempre nella capitale dell’Irlanda i genitori di Giulia Carnevale, porteranno i disegni di architettura della studentessa arpinate, progetti realizzati postumi, come l’asilo a forma di libro realizzato ad Onna, che saranno oggetto di dibattito. Al pari del tragico sisma aquilano di due anni  fa  dove morirono oltre 300 persone, tra cui i quattro studenti universitari ciociari: Nicola Bianchi di Monte S.Giovanni Campano, Armando Cristiani e Marco Alviani di Sora e Giulia Carnevale di Arpino. Tutti poco più che ventenni. A Dublino parteciperanno alla tavola rotonda del Trinity anche i professori dell’Università dell’Aquila con cui Giulia, che sognava di diventare un architetto, studiava.